Cecilia è stata una bambina che ha creduto che, per essere amata, doveva essere perfetta.

Niente era mai abbastanza di ciò che faceva, a casa come a scuola. Non si sentiva mai davvero accolta e riconosciuta per com’era, né valorizzata, anzi sempre inadeguata. Fino a credere che, se qualcosa non funzionava, sicuramente era per sua colpa. L’unica soluzione, per sentirsi accettata, era quella di ricercare continuamente la perfezione e di essere come credeva che gli altri la volessero. Insomma ha imparato a compiacere sempre coloro da cui desiderava sentirsi amata. Questo suo vissuto interiore l’ha portata a soffrire di dipendenza affettiva. Doveva imparare a riconoscere il suo valore.

La lezione di Cecilia

Oggi, dopo tanta sofferenza e lezioni integrate, anziché compiacere gli altri per farsi amare, Cecilia ha imparato ad essere sé stessa, anche quando essere sé stessa significa “fare o essere la pecora nera”. Ovvero, ha imparato ad uscire dal coro, a seguire i suoi bisogni e le sue aspirazioni, senza paura di sentirsi giudicata o additata come “quella strana” o peggio “quella sbagliata”. Ci è riuscita perché ha iniziato a riconoscersi da sola tutto il suo valore, senza più aspettarsi dagli altri conferme esterne.

Le nostre ferite ci guidano nelle relazioni.

Diventata una giovanissima donna, Cecilia sposa un ragazzo di dieci anni più grande di lei, poliomielitico. Personaggio conosciuto nella sua zona in quanto speaker radiofonico, amante della musica e dell’arte.  In qualche modo rimane affascinata dal magnetismo che emanava quest’uomo e piano piano, col tempo, gli permette di modificarla.

Del resto lei vuole solo essere amata e quindi vale la pena soddisfare i suoi desideri e lasciar spazio a quell’indole accudente imparata osservando sua mamma nel rapporto con suo papà.

E’ così che inizia a vestirsi come lui vuole, si allontana dalle sue amiche e dagli amici, impara a tenere a controllo la sua estroversione che tanto infastidisce lui. A causa dell’handicap del marito, l’intimità fra loro è pessima e di conseguenza, quando i tanto desiderati figli non arrivano, Cecilia crolla e dopo un periodo di crisi depressiva, durante il quale la sua salute fisica stava per rimetterci, qualcosa scatta dentro di lei.

E sceglie di prendere le distanze da lui, a cui nulla importava della sua sofferenza e con grande sollievo delle amiche che le dicono: “Non eri più tu.”

Cecilia dopo qualche tempo conosce un altro uomo che riesce a farle vivere il suo essere donna e la sua femminilità. Questo inebria Cecilia, perché era ciò di cui aveva bisogno dopo quel rapporto castrante. Per di più rimane incinta. Il suo sogno di diventare mamma può realizzarsi. Per questo decide di sposare questo nuovo compagno, pur sapendo essere piuttosto cupo, rustico e probabilmente arido. Lo giustifica, però, sapendo che ha molto sofferto per aver perso presto la mamma.

Il suo amore sicuro basterà per trasformare il suo modo di essere, pensa.

Arriva un secondo bambino poi, ma le cose anziché migliorare peggiorano. Lui non solo è ombroso e incapace di esprimere sentimenti ma inizia a non perdere occasione per denigrarla, per svalorizzarla e umiliarla, anche di fronte ad estranei.

Delusione, senso di colpa e giudizio su di sé, perché sicuramente se anche il secondo matrimonio va a rotoli è solo a causa di sue mancanze e di suoi errori, iniziano a pervadere Cecilia. “Mi sentivo meno di nulla”, mi racconta. “Avrei voluto scappare, ma ero incastrata in quella situazione”. Lavorava con questo secondo marito, quindi andandosene non avrebbe potuto avere un’ indipendenza e un’ autonomia economica. Gli anni passano così e Cecilia continua a chiedersi se per qualcun altro, che possa apprezzarla,  potrebbe riuscire a sentirsi “di più”.  Il vuoto di valore è grande dentro di lei. Se non le viene riconosciuto dall’esterno, non lo sente, non se lo riconosce.

E’ così che le sue attenzioni ricadono su un uomo che ai suoi occhi è “L’Inarrivabile”. Istruito, benestante, di buona famiglia, stimato in città. Cecilia pensa che se riesce a conquistarlo, allora vuol dire che vale.

Inizia un periodo di agguati pur di  incontrarlo e iniziare a frequentarlo, per sedurlo. Ma lui è un uomo che, pur cedendo di fronte alla tentazione, perchè Cecilia è una bella donna, non ha nessuna intenzione di stravolgere la facciata della sua vita quasi perfetta di padre, marito, figlio di una famiglia “perbene”.  Cecilia fa di tutto, arriva ad annullare sé stessa, a dimenticarsi della sua dignità e soffre fortemente.

Il pensiero di lui è al centro della sua vita, perché dalla riuscita della conquista dipende la sua autostima. E questo è vitale.

Il processo di guarigione

Alla fine stanca, sfinita, prosciugata, ad un certo punto capisce che qualcosa deve cambiare.

Fra una serie di decisioni, sceglie di frequentare due corsi di coaching da me tenuti, dove approfondisce la conoscenza di altre donne stupende che diventano le “Sisters”. E inizia a ricostruire la sua vita.

Accoglie la mia proposta di comperarsi un anello per fidanzarsi con sé stessa. Da lì,  il processo di guarigione piena. Impara ad ascoltarsi, a pensare a sè.  Arricchisce le sue giornate, decidendo di dedicarsi ai suoi interessi e alle sue passioni, togliendo, nei suoi pensieri, la centralità alla relazione. Impara ad essere felice da sola, senza un uomo. Impara cioè a bastare a sé stessa.  Cambia, piano piano, le convinzioni su di sé, riconoscendo quel valore che prima non vedeva, le sue capacità,  attitudini e potenzialità, il suo sapersela cavare da sola. Comincia a dare ascolto ai suoi bisogni e ai suoi desideri. Si mette in contatto con quelle parti di sé che erano sempre rimaste non accolte, inascoltate, ingabbiate. Trasforma quella sensazione di inadeguatezza, che l’aveva sempre fatta sentire sbagliata e diventa l’ adulta che aveva sempre desiderato essere.

Cecilia oggi

Quando si smette di aver bisogno dell’altro per darsi il diritto di esistere, per essere felice, per riconoscere il proprio valore, allora si può iniziare una relazione sana.

Ed è quello che sta succedendo a Cecilia ora. Nel momento in cui, passo dopo passo, ha sistemato la sua vita ritrovando sé stessa, forse davvero per la prima volta, quando ha iniziato a non sentire più il  bisogno di un uomo, perchè camminava nella vita sicura e felice, ecco che qualcuno di speciale si è presentato nella sua vita  e le sta facendo sperimentare una relazione fatta di sincerità, di condivisione, di complicità e di sostegno reciproco.

Ed è con tutto il cuore che le auguro di riuscire a nutrire ogni giorno questa nuova relazione per poter avere giornate ricche di Amore. Grazie Cecilia per la persona splendida che sei… e per fortuna … ora lo sai anche tu!