Non si può amare un uomo che non ci porta rispetto. Questa è la lezione di Barbara.

La sua storia incomincia quando a 22 anni si innamora di un suo coetaneo e rimane incinta. Vivono ancora entrambi con le rispettive famiglie, ma sono innamorati e la loro intenzione è quella di crescere questa bambina arrivata un po’ inaspettata, pur non sentendosi davvero pronti. Intanto che si preparano per una futura vita insieme arriva subito anche un fratellino. Due mesi dopo è pronta la loro casa e la loro vita insieme può iniziare. Un inizio forse un po’ incespicante ma il desiderio di far andar bene le loro vite è sentito. Entrambi sono innamorati e belli. Barbara estroversa e solare. È entusiasta della vita. Entrambi attirano, pur non volendo, le attenzioni di molti e purtroppo lui si rivela essere molto geloso.

Il sogno si infrange

All’inizio Barbara non dà peso a questa gelosia. Anzi ne è lusingata. “Ci tiene” pensa. Anche lui è bello e attira le stesse attenzioni. Ma lei ne è orgogliosa. Non comprende che per lui, invece, ciò che sente ha un sapore diverso. Poi, piano piano, la gelosia di lui si trasforma in qualcosa di molto pesante. Per lui l’ amore diventa possesso. Cominciano le scenate, le urla, gli insulti, la violenza. Anche sotto gli occhi dei due piccoli. Barbara mi confessa che pur essendo una donna col carattere forte, ogni volta subiva e cercava di comprendere, di farlo ragionare, nella speranza che, lui cambiasse. Sperava che la giovane età concedesse tempo per un cambiamento. Era incredula su come lui potesse trasformarsi in certi momenti e si chiedeva perché questo dovesse capitare proprio a lei. A lei che, quando guardava un film in cui la protagonista aveva a che fare con un uomo violento, si meravigliava di come la donna potesse accettare di vivere nella paura senza andarsene velocemente. E invece… vive un anno sperando che quel periodo fosse solo una parentesi di follia. La responsabilità dei due bambini glielo imponeva.  Alla fine comprende che è un escalation.

Un giorno di dicembre, dopo un pomeriggio infernale, dice basta.

Fa le valigie, prende i due bimbi e torna a casa dei suoi genitori. È dura, perché quel ragazzo, quello che conosceva prima che iniziasse la follia, è ancora nella sua testa e nel suo cuore. E’ il papà dei suoi bambini. E il dolore è immenso, il suo sogno infranto. Ma è anche decisa a porre fine a tutto quello che sta vivendo e da quel momento non ha più ripensamenti. Si fa forza, ha due bambini da far crescere, c’è tanto da fare, per fortuna. Non c’è nemmeno tempo per pensare e per ascoltare quel dolore. I suoi genitori l’aiuteranno sempre molto, questa è la sua fortuna. E ancora oggi li ringrazia per tutto il sostegno e per tutto l’aiuto ricevuto. Se non ci fossero stati loro chissà come sarebbe andata. La sua forza e quella capacità di guardare sempre il lato positivo la aiutano. Il suo mantra è “Ce la faccio”, perciò non si lascia andare allo sconforto, reagisce, si mette in movimento, sceglie, decide e si costruisce una nuova vita, sola coi suoi due bambini. Cambia appartamento, affronta tutto a testa alta con dignità ed orgoglio. Il papà dei suoi bambini è troppo immaturo, inconsapevole, irresponsabile e superficiale.  Forse l’amore non l’ha mai vissuto. Per questo non sa amare. Certo è, che non è stato capace di svoltare la sua vita per dargli quel significato che due figli hanno il potere di dare. Barbara invece si nutre di quell’amore per i suoi figli, mantenendo così costante il suo entusiasmo per la vita.

Un bel giorno conosce un nuovo ragazzo e lei crede di aver trovato l’uomo giusto per lei.

C’ è sintonia fra loro, tante passioni in comune. Lui è bravo con i suoi figli. Crede di aver trovato un uomo molto diverso, responsabile e affidabile, un uomo di spessore. E’ un libero professionista. Ci si potrà fidare! Invece no. E’ incapace di impegnarsi, pur non riuscendo a lasciarla andare. Non conosce il significato delle parole fedeltà e rispetto. In più vuole ottenere un pass per entrare in un certo ceto sociale che può essere d’aiuto per il suo lavoro e Barbara in questo può aiutarlo poco. La loro storia dura moltissimo fra continue interruzioni e nuovi inizi, finché, ancora una volta, Barbara, pur essendo innamorata, dice basta. E’ ferita, sopraffatta, stanca, delusa e disillusa. Si sente molto sola e soffre tantissimo. Mette su peso, piange molte lacrime per lunghissimo tempo. L’aspetto che più la fa soffrire è la consapevolezza che quello era l’uomo con cui la sintonia era totale. Il dolore per questa nuova separazione la trasforma in un fantasma tanto che un giorno guardandosi allo specchio non si riconosce più. E’ soprattutto il suo viso che la spaventa. Non ha più luce. E improvvisamente pensa: non voglio più regalargli nemmeno un minuto della mia vita. E ricomincia una nuova trasformazione.

Da quel giorno son trascorsi molti anni. Barbara lavorando ha cresciuto da sola i suoi figli che oramai hanno 19 e 21 anni. Ha ricominciato a dedicare tempo a sé e alle sue passioni. E’ tornata ad essere solare e vitale. Questi anni sono stati la dimostrazione che sa badare a sé stessa e alla sua felicità.  E’ forte e risoluta. Barbara ha compreso che non c’è relazione che valga la pena vivere se il prezzo è lasciare che un uomo ci manchi di rispetto. E che non si può proprio amare un uomo che non ci porta rispetto.

Nella sua vita ora c’è di nuovo spazio per un uomo e io che l’ho incontrato mi auguro sappia amarla come merita. Tanti auguri ad entrambi e grazie Barbara per aver condiviso, con la spontaneità e la trasparenza che ti contraddistinguono, i tuoi sofferti vissuti.