L’ Amore è una grande forza. Nulla è più potente dell’Amore.

La vita di Daniela ha da insegnare a tutti noi. Sia a chi ha molto e si lamenta dando per scontato tanto, troppo di ciò che ha. Per chi non ha nulla e non crede più nella vita e nella possibilità che tutto possa cambiare. O per chi si ritrova inacidito a causa delle sofferenze provate.  Il coraggio, la resilienza, la tenacia, la fiducia sono le grandi doti di Daniela.  E la sua vita è la dimostrazione che l’ Amore è una grande forza. Nulla è più potente dell’Amore.

La sua storia a lieto fine però è costellata di dolori, povertà, difficoltà e rischi affrontati nella speranza di riuscire ad avere una vita dignitosa, tranquilla, da poter “vivere” senza paura.

Ma andiamo con ordine.

 

Daniela nasce in Romania sotto il regime di Ceausescu. Rimane giovanissima vedova del suo primo marito. Poi ha una bimba con un nuovo compagno che porta però la famiglia ad indebitarsi fino a rischiare di non avere nemmeno un tetto sulla testa.  Decide di lasciare quest’uomo che ha messo così tanto in pericolo lei e la loro bambina e rimane sola, dunque, in un momento in cui la vita in Romania è estremamente difficile. Di fatto non è vivere, è sopravvivere, un giorno alla volta. Poi conosce un ragazzo che si innamora di lei perdutamente.  Sarà con lui che potrà avere una vita da vivere, una famiglia da dare alla sua piccolina, un nido dove respirare serenità, calore, unione e condivisione. Ma tutto questo lo sperimenterà in Italia dopo una decisione, presa in solitudine, che di fatto potremmo definire un vero e proprio salto nel vuoto.

La decisione di lasciare la Romania

E’ stata la disperazione a farle prendere la decisione, la sensazione che non ci fosse un futuro per lei, per loro, lì, in Romania. I suoi vissuti quotidiani erano colmi di fatica, della sensazione di essere incastrati nella continua preoccupazione, senza mai sollievo, del sopravvivere quotidiano. Così ha scelto di affidare temporaneamente la sua piccolina di 5 anni a suo padre e di nascosto da quell’uomo, che da pochi mesi era entrato nella sua vita, è partita al seguito di una conoscente che le aveva fatto credere di potersi fidare di due uomini che si dicevano disposti a pagarle il viaggio per poi farla lavorare in Italia.

Quando arriva in Toscana Daniela rimane scioccata dalle reali pessime intenzioni di questi uomini e rifiutandosi di assecondarli piange, si dispera, fa il diavolo a quattro. Nel tentativo di ammansirla la tengono praticamente segregata in un appartamento. Ma lei non si rassegna affatto, raccoglie tutto il suo coraggio per affrontare il terrore che prova e mentre l’uomo che la tiene in custodia si addormenta, dimenticandosi incustodito il cellulare, telefona ad un conoscente che sapeva vivere a Milano e poi riesce a scappare da una finestra. In preda all’angoscia, con solo due parole di italiano in bocca, raggiunge la stazione, cerca di giustificarsi con dei poliziotti per avere solo i vestiti che indossa e null’altro, tanto meno denaro per un biglietto per il treno, trova il binario giusto e sale per un nuovo viaggio alla ricerca di una svolta. Viaggia stando il più possibile nascosta nel bagno del treno.

Finchè si ritrova catapultata in una stazione centrale di Milano così grande ai suoi occhi da farle provare un’ansia che ancora trapela dalla sua voce durante il racconto.

Esistono uomini che sono Angeli che incrociamo nel momento giusto.

Nella dolorosa e dura storia che Daniela mi racconta con tanti particolari impossibili da citare tutti, ci sono spiragli di bellezza. Lungo la sua strada ha incontrato uomini sgradevoli, aridi, profittatori e biechi. Ma anche uomini che guardandola non sono rimasti col cuore indifferente. A cominciare da quel ragazzo che, in stazione centrale, ha rallentato il suo passo, si è preso del tempo per ascoltarla e le ha porto il suo cellulare, per permetterle di fare una chiamata a quel conoscente che poteva andarla a recuperare.

A Milano, iniziare da 0.

Per qualche tempo Daniela trova rifugio nella casa affollata di questo conoscente: un letto in una cucina e un lavoretto in un capannone dove, insieme ad altri operai, viene sfruttata per pochi euro. Poi, quel ragazzo, rimasto solo in Romania, mai rassegnatosi di averla persa, saputo finalmente dove si trovava, decide di lasciare tutto e di raggiungerla. In quella casa non c’è posto anche per lui, nel capannone dove Daniela lavora, non gli permettono di stare. Per una notte spendono tutti i soldi che hanno in un albergo e poi, pur di stare insieme, affrontano una settimana via l’altra una vita durissima nel gelo, nella sporcizia, nell’ostilità di una scuola abbandonata in periferia.

Lavorare sottopagati a dir poco, stare fino all’ora della chiusura in un bar alla ricerca di un po’ di caldo con un caffè in due davanti, riorganizzare ogni notte il loro giaciglio in quegli scantinati della scuola, questo è ciò che hanno sperimentato. Nella paura della clandestinità. Senza sicurezza, senza alcuna certezza. E pure senza aspettative.

Finalmente la svolta.

Un bel giorno vengono sorpresi nella scuola da due connazionali. Uno faceva vedere all’altro come aveva dovuto vivere nei suoi primi tempi in Italia. Era un secondo Angelo che arrivava in loro aiuto.  “Si è rivisto” in loro e non ha potuto fare niente altro che aiutarli. Un lavoro come muratore e uno per lei come aiutante di un egiziano che puliva scale di condomini. E finalmente la possibilità, dunque, di affittare una camera tutta per loro in un appartamento in condivisione. Daniela può andarsi a riprendere in Romania la sua bambina. Ora le può offrire un futuro!  Per di più la Romania è appena entrata a far parte dell’unione europea. Non sono più nemmeno clandestini e possono avere i loro documenti.

Daniela entra nelle nostre vite.

In quello stesso anno Daniela arriva in sostituzione estiva della nostra custode. Ci piace da subito e quando l’anno successivo si libera il posto di portineria causa pensionamento, accettiamo subito la proposta di assumere lei. E’ così che tutti e tre si trasferiscono a vivere nei locali del nostro condominio. Daniela diventa il nostro Angelo. In questi ultimi 11 anni  lo è davvero stata per molti di noi e continua ad esserlo.

Avrebbero potuto diventare, a causa di tutti gli stenti e di tutta la sofferenza e le umiliazioni provate, persone meschine, fredde, brulle. Invece, oltre a conquistare tutte e tre la nostra più completa fiducia si sono dimostrate di tutt’altra pasta. Disponibili, sensibili, altruiste, delicate. Agiscono col cuore. Davvero persone squisite, oltre che capaci. Daniela in questi anni ha dimostrato anche di essere in grado di affrontare tutti i suoi difficili vissuti di sempre per comprenderli, trasformarli, metabolizzarli. Per perdonare, per riconciliarsi con la vita. Per vivere quella pace che tanto ha desiderato, da sempre.

Lieto fine da favola.

Lo scorso anno, trovata anche una nuova casetta, risistemata ad arte per farla diventare la “loro” casa, il “loro” nido, Daniela si è decisa ad accettare di sposare quest’uomo che ha sempre creduto nel loro amore e non si è mai abbattuto, non si è mai arreso e non ha mai pensato di abbandonarla al suo destino. Abbiamo fatto festa tutti insieme nel palazzo perchè si meritavano una dimostrazione del nostro affetto e della stima che abbiamo per loro. E il giorno del matrimonio sprizzavano gioia.

Ed è ciò che gli auguriamo per il resto della loro vita che tanto ha da insegnare a tutti noi. Mi piace poterlo ripetere. Sia a chi ha molto e si lamenta dando per scontato tanto, troppo di ciò che ha. Per chi non ha nulla e non crede più nella vita e nella possibilità che tutto possa cambiare. O per chi si ritrova inacidito a causa delle sofferenze provate.  Il coraggio, la resilienza, la tenacia, la fiducia sono le grandi doti di Daniela.  E la sua vita è la dimostrazione che l’ Amore è una grande forza. Nulla è più potente dell’Amore.